Controllo del dolore mediante impianto di PBMNC nei pazienti non rivascolarizzabili o con rivascolarizzazione inefficace, Rutherford V-VI. Risultati preliminari di uno studio multicentrico con cellule mononucleate del sangue periferico (PBMNC).
Autori:
Andrea Ascoli Marchetti, Massimo Oddi Fabio, Giulia Cannizaro, Renzo Lombardi, Massimo Danese, Felice Occhigrossi, Patrizia Dalla Caneva, Pierfrancesco Frosini, Marco Meloni, Davide Lauro, Eleonora Farina.
Obiettivi dello studio
La necessità di un trattamento rapido delle lesioni di grado Rutherford V e VI deriva dall’elevata frequenza delle amputazioni. Si registrano circa 120-500 amputazioni per milione di abitanti, con un incremento annuo del 23% nell’ultimo decennio.
Le terapie rigenerative vengono utilizzate come supporto alle procedure di rivascolarizzazione in caso di insuccesso o come alternativa nei pazienti non candidabili alla chirurgia o affetti da gravi comorbidità che la controindicano.
Sebbene siano ben documentati i benefici di queste terapie nella conservazione dell’arto e nella riduzione delle amputazioni, pochi studi hanno valutato il loro effetto sul controllo del dolore.
L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare l’efficacia del trattamento con cellule mononucleate del sangue periferico (PBMNC) nella gestione del dolore.
Le PBMNC svolgono un ruolo importante nel controllo del dolore modulando la risposta immunitaria e i processi infiammatori. Sono costituite principalmente da linfociti (T e B) e monociti, capaci di produrre diverse citochine che influenzano sia la percezione del dolore sia la risposta infiammatoria.
L’impiego delle tecniche di medicina rigenerativa risulta pertanto promettente anche nel trattamento delle patologie arteriose.
Materiali e metodi
È stato condotto uno studio retrospettivo multicentrico in sei centri di medicina rigenerativa con competenze di chirurgia vascolare.
Sono stati inclusi 155 pazienti affetti da arteriopatia obliterante degli arti inferiori (AOMI) di stadio V o VI secondo la classificazione di Rutherford, con:
- età media: 76,8 ± 5,8 anni;
- uomini: 60,2% (110/155).
I pazienti sono stati trattati tra il 2014 e il 2024.
Il trattamento prevedeva almeno due sedute, con una media di tre (±1).
Sono stati utilizzati i sistemi Monocells, Hematrate ed Easycell, che consentono di filtrare e concentrare le cellule destinate all’iniezione.
L’intensità del dolore è stata valutata mediante scala numerica (NRS) prima e dopo il trattamento.
Risultati
L’analisi retrospettiva del follow-up è stata effettuata su tutti i pazienti.
Il follow-up medio è stato di 36,5 mesi.
È stata osservata una riduzione del dolore pari al 91% (141/155), statisticamente significativa (p < 0,0001), con mantenimento del beneficio nel tempo nel 92% dei pazienti (141/155).
Sono state eseguite:
- 21 amputazioni minori (13%, 21/155);
- 14 amputazioni maggiori (9%, 14/155).
Il tasso di salvataggio completo dell’arto è risultato pari al 77,4% (120/155), con significatività statistica (p = 0,002; p < 0,05).
Conclusioni
L’impiego delle tecniche di medicina rigenerativa rappresenta una strategia promettente anche nel trattamento delle patologie arteriose.
Gli ottimi risultati ottenuti nel controllo del dolore dovranno essere confermati attraverso studi più approfonditi, condotti su popolazioni più ampie e nell’ambito di trial clinici randomizzati.




