Mercoledì 9 settembre 2026 il Museo Diocesano di Terni ospita un incontro divulgativo dedicato alla medicina rigenerativa. Organizzato dalla SIMCRI con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Terni, l’appuntamento punta a spiegare ai cittadini, con un linguaggio accessibile, principi, possibili applicazioni e limiti delle terapie che utilizzano o stimolano i meccanismi biologici dell’organismo.

Al Museo Diocesano un incontro aperto ai cittadini per conoscere applicazioni e limiti della medicina rigenerativa. Al centro PRP, fotobiostimolazione e ozonoterapia, con i medici Atanassios Dovas e Valter Cassutti in un confronto diretto con il pubblico.
Siamo da sempre abituati a pensare alla medicina come a un intervento esterno: un farmaco da assumere, una terapia da seguire o una procedura per riparare un danno. Ma cosa accadrebbe se la chiave per la nostra guarigione si trovasse già all’interno del nostro stesso organismo? È attorno a questo affascinante interrogativo che ruota la Medicina Rigenerativa, una disciplina scientifica all’avanguardia che sta ridefinendo i concetti di salute e benessere.
Per scoprire da vicino questa nuova frontiera della cura, l’appuntamento è fissato per mercoledì 9 settembre 2026 presso il Museo Diocesano di Terni (Via XI Febbraio, 4), dalle 15:30 alle 19:00.
L’incontro, intitolato “Medicina Rigenerativa: quando la terapia parte dal nostro corpo”, è organizzato dalla SIMCRI(Società Italiana di Medicina e Chirurgia Rigenerativa Polispecialistica) con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Terni.
Un format dinamico e interattivo. A differenza dei classici convegni accademici, spesso complessi e unidirezionali, l’evento è stato strutturato come un vero e proprio talk show. Una scelta pensata per mettere in dialogo diretto i cittadini con i medici, lasciando ampio spazio alle domande del pubblico per chiarire dubbi e comprendere le reali potenzialità di queste terapie. A guidare il confronto saranno il Dott. Atanassios Dovas, specialista in Medicina Trasfusionale, e il Dott. Valter Cassutti, Coordinatore regionale SIMCRI ed ex Dirigente Medico di Urologia all’Ospedale di Terni.
Per comprendere meglio cosa si intenda per medicina rigenerativa e, soprattutto, quali siano oggi le sue applicazioni concrete, abbiamo approfondito i temi dell’incontro con Valter Cassutti, coordinatore regionale SIMCRI ed ex dirigente medico di Urologia dell’Ospedale di Terni.
Il punto di partenza è un cambio di prospettiva: utilizzare e stimolare i meccanismi di riparazione già presenti nell’organismo. La medicina rigenerativa moderna, spiega Cassutti, si sviluppa tra gli anni Ottanta e Novanta proprio a partire dallo studio dei processi naturali di autoriparazione, con l’obiettivo di sostenerne e amplificarne la risposta di fronte a traumi, lesioni e degenerazione dei tessuti.
Il PRP e i meccanismi di riparazione
Tra le metodiche che saranno al centro dell’incontro c’è il PRP autologo, il Plasma Ricco di Piastrine, ottenuto dal sangue dello stesso paziente. Le piastrine rilasciano fattori di crescita coinvolti nei processi di riparazione tissutale.
Cassutti ricorre a un’immagine efficace per spiegarne il funzionamento: i fattori di crescita agirebbero «un po’ come i direttori dei lavori in un cantiere», contribuendo a coordinare i processi biologici di riparazione dei tessuti.
Accanto al PRP, durante il talk saranno affrontate anche altre metodiche, tra cui fotobiostimolazione e ossigeno-ozonoterapia, illustrandone caratteristiche e possibili ambiti di applicazione.
Dalla “medicina del futuro” alle applicazioni di oggi
Definire la medicina rigenerativa semplicemente come una medicina del futuro rischia, però, di essere riduttivo. Alcune metodiche vengono già utilizzate in diversi settori clinici e si inseriscono in una tendenza più ampia verso trattamenti conservativi e meno invasivi.
«I pazienti oggi cercano trattamenti conservativi, poco invasivi e mirati a un rapido recupero», sottolinea Cassutti, richiamando il concetto d imedicina di precisione, basata su diagnosi accurate e terapie costruite sulle caratteristiche del singolo paziente.
Tra gli ambiti indicati dal medico figurano soprattutto l’ortopedia, con applicazioni nelle forme iniziali o moderate di artrosi di ginocchio, anca e caviglia, le tendinopatie e alcune lesioni muscolo-legamentose legate all’attività sportiva. Applicazioni vengono inoltre studiate o utilizzate, a seconda delle indicazioni cliniche, in angiologia, dermatologia, odontoiatria e medicina estetica.
Un terreno in evoluzione che richiede, proprio per questo, di distinguere tra risultati consolidati, indicazioni specifiche e metodiche sulle quali la ricerca scientifica è ancora in corso.
Un talk show per portare la medicina fuori dai convegni
L’appuntamento ternano vuole avere anche una funzione divulgativa. Da qui la scelta di abbandonare la tradizionale successione di relazioni scientifiche per adottare la formula del talk show, dando spazio alle domande del pubblico.
L’obiettivo, spiega Cassutti, è affrontare argomenti complessi con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori. Musica e citazioni letterarie accompagneranno il confronto e diventeranno spunti per introdurre le domande rivolte ai professionisti.
Una formula già sperimentata a Terni e che punta soprattutto a ridurre quella distanza che spesso separa il linguaggio specialistico dalla necessità dei cittadini di capire quali possibilità terapeutiche siano realmente disponibili.
Opportunità, ma senza l’illusione della “cura per tutto”
È forse questo il punto più importante dell’incontro: la medicina rigenerativa non è una panaceae non può essere presentata come una soluzione indistinta per patologie croniche, degenerative o legate all’invecchiamento.
Lo sottolinea lo stesso Cassutti ricordando come, con l’avanzare dell’età, i processi rigenerativi dell’organismo tendano a diventare meno efficienti mentre aumenta la degenerazione dei tessuti. Per questo ogni eventuale trattamento deve partire dalla valutazione del medico e dall’analisi del singolo caso.
L’obiettivo dell’appuntamento al Museo Diocesano sarà dunque soprattutto quello di informare, mettendo in relazione cittadini, medici di medicina generale e specialisti e fornendo gli strumenti per comprendere dove queste metodiche possano rappresentare un’opportunità e dove, invece, esistano limiti o indicazioni differenti.
Cassutti ha infine ricordato il lavoro svolto insieme ad Atanassios Dovas nell’organizzazione dell’incontro e il sostegno della SIMCRI, presieduta dal professor Massimo Danese, con il professor Michele Angelo Farina presidente onorario.
Come partecipare
L’incontro è gratuito e aperto al pubblico. I posti sono tuttavia limitati e la prenotazione è obbligatoria. Programma, modalità di registrazione e modulo di adesione sono disponibili attraverso i contatti indicati dagli organizzatori dell’evento.




